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Il quadrimestre nero

Feb 18, 2018 | Uncategorized

Manca poco ormai al termine del quadrimestre nero, ossia sta per finire il periodo (novembre, dicembre, gennaio e febbraio) di astinenza dal baseball e softball giocati sulla terra rossa “en plein air”. Non vediamo l’ora di assistere al primo lancio che darà finalmente inizio alla stagione agonistica 2018 e il via al divertimento di giocatori, tecnici, arbitri e appassionati tutti.

“Io penso che il divertimento sia una cosa seria”, dichiarava Italo Calvino l’11 maggio 1983 rivolgendosi ad una platea di studenti di Pesaro e parlando del suo romanzo “Il barone dimezzato“, un ossimoro, un paradosso apparente che trova però nella realtà dei nostri sport la soluzione alla contraddittorietà dei termini “divertimento” e “serietà”.

Il significato etimologico di “divertimento” è quello di allontanamento, vertere, volgere; quindi, volgere altrove. “Sollevare lo spirito distraendolo dagli affanni e dalle preoccupazioni e volgendolo ad altro oggetto”.

Tra gli “oggetti” verso i quali volgere il proprio spirito vi è lo sport. La pratica sportiva, in tutte le sue declinazioni (atleta, dirigente, arbitro, allenatore, tifoso) rientra, nella maggioranza dei casi, nella categoria dei passatempi, i quali distolgono il corpo e la mente da quella che è la routine quotidiana, fatta di “affanni e preoccupazioni”, e rappresentano un sollievo per l’anima, una boccata di ossigeno nelle apnee causate dallo stress delle responsabilità derivanti dai ruoli sociali che ciascuno di noi ha nel flusso inesorabile della propria vita.

Se questo “rivolgersi altrove” avviene in modo “serio”, nel senso di “onesto”, “coscienzioso”, “privo di superficialità” ecco  allora che il paradosso espresso da Calvino diventa “l’ordinarietà” nell’universo del “batti e corri”, indipendentemente dalla grandezza e dal colore della pallina utilizzata. Esiste pertanto una proporzionalità diretta tra i due termini in quanto con più un passatempo viene fatto “seriamente” e più l’efficacia del “divertimento” aumenta.

Si pensi ad esempio a quanta “serietà” occorra per passare ore ed ore in palestra ripetendo con meticolosità gli stessi gesti nel batting practice, curando persino il modo con cui viene appoggiato l’alluce del piede che effettua il passo nell’istante che precede il giro di mazza. Oppure si provi solo ad immaginare a quanta “serietà” occorra per trovare la forza di volontà per preparare il borsone e recarsi agli allenamenti dopo una giornata di duro lavoro. Che senso avrebbero tali sacrifici se non quello di aumentare il divertimento dovuto ad una presa ben eseguita o ad uno swing talmente efficace da ottenere magari un fuoricampo?

Il divertimento è la roccia su cui è costruito il movimento del baseball, del softball e di tutti quegli sport dove è difficile trovare, almeno in Italia al di fuori del calcio, opportunità tali da garantire un reddito dignitoso per potercisi dedicare a tempo pieno. Divertirsi è lo scopo principale che anima i giovani che popolano i campi d’allenamento e di gioco.

Quindi stringiamo i denti per sopportare, ancora per pochi giorni, questo “quadrimestre nero” in cui l’unico spiraglio è la consapevolezza di tornare a respirare a breve i profumi primaverili, sprigionati dai campi rosso-verdi, che sanno di puro e benefico divertimento………Quello serio, s’intende!

 

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